update 16.12.2017
   
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CENTO ANNI FA

Se mi sdraiavo sul letto non riuscivo a chiudere gli occhi, fissavo il soffitto, anche per ore e la testa era leggera, come svuotata e tutto il peso di pensieri più grandi scivolava sul petto, affannandomi il respiro.
Poi mi giravo e guardavo il pavimento, e i poligoni di marmo colorato in alcuni punti si trasformavano in figure complesse, in demoni.
Ho iniziato a leggere, un libro di quasi 500 pagine in due giorni ... poi ho preso a leggere più volumi conteporaneamente ma senza mai arrivare alla fine di nessuno.
Quando uscivo iniziavo a vagare senza metà ... Gli autobus erano ancora arancioni, salivo su uno e facevo tutto il giro, senza un motivo, senza una meta, la femata in lamiera come una lapide sospesa.
Perdevo giorni per andare a comprare i vinili a Bari con i peggiori treni regionali, viaggi infiniti tra luci fioche e la puzza del vagone, rientravo a casa con una busta di plastica e un mal di testa che mi chiudeva lo stomaco.
Non so perché è iniziato e non so perché è finito, sembrano cento anni fa, una storia chiusa, scalzata da tutto quello che mi è successo fin qui.
Non so perché ... Ma mi trovo a camminare sotto una pioggia finissima, e il tempo invece di fermarsi accellera, vola via veloce, guardo un soffitto fatto di nuvole dense, guardo il pavimento e le venature di marmo dove pulsa freddo l'oblio, vorrei essere altrove e invece sono ancora qui, leggero con il fiato stretto in gola, che non inspira che non respira, vago intorno ai palazzi perso a due dita dal cuore nella mia sconfort zone.

Sembrano cento anni fa, ma chiudo gli occhi ed è solo ieri.