update 15.04.2018
           
 
 
 
 

DALLA MACCHINA AL LAVORO
Quasi ogni mattina lascio la macchina in una zona della città a metà strada dalla scuola che frequenta mia figlia e l'ufficio dove lavoro ...
Bisogna prestare attenzione già uscendo dall'abitacolo, i marciapiedi sono disseminati di escrementi maleodoranti di cani non raccolti dai propri padroni, alla catena!
L'atmosfera è malsana, innumerevoli mosche svolazzano, le aiuole sono infestate da erbacce e i pochi alberi presenti crescono incolti incombendo sui marciapiedi come giardini verticali, ma decadenti.
Agli angoli delle strade dove sono parcheggiati i cassonetti è un prolificare d'immondizia sparsa e vario materiale di risulta (di ogni genere) materassi, pezzi di vecchi mobili, sanitari in disuso, bustoni con calcinacci (tutti elementi che andrebbero conferiti in discarica previa autorizzazione).
Pur notando appesi ai balconi diverse divise dell'azienda locale per la nettezza urbana e tantissime di una cooperativa sociale la situazione del decoro urbano è tragica. Oltre agli escrementi già menzionati, tutta la strada, qualunque variante io prenda la mattina, è caratterizzata da pattume variopinto, buste di plastica alle volte piene, involucri traslucenti di patatine, biscotti, pacchetti di sigarette accartocciati, materiale organico caduto da chi sa dove ... Per oltre una settimana sul limitar di una saracinesca è rimasto adagiato il cadavere di una rondine. Il parcheggio è selvaggio, non esistono incroci non presidiati da autovetture in zona rimozione, oltre che da sentinelle H24 che presidiano la loro zona, il fruttivendolo all'angolo occupa il marciapiede abusivamente urla, fingendosi pazzo e si lamenta delle tasse mentre intorno a lui nel raggio di 200 mt ci sono almeno altre tre bancarelle e camioncini che vendono gli stessi prodotti senza nessuna autorizzazione. I temporary store stagionali non mancano, il periodo dei fuochi d'artificio, i fiori a San Valentino le mimose alla festa della donna, le rose a quella della mamma, i carciofi, le fragole buone ora inizia la stagione delle cozze sui tavolini di plastica, si sgrammella si butta l'acqua sulla strada, tra una merda e l'altra, e si alimenta lo svolazzar di mosche.
Il tempo libero, infinito per alcuni, davanti a due o tre circoli culturali in cui su tutto vince l'aroma di birra locale in vetro vuoto a rendere e il tappeto di cicche.
Qualche volenteroso ramazza davanti la sua attività spostando il pattume sotto il marciapiede che non nasconde o più in là ... Ma è un'attività poco intelligente.
Qualche rigattiere che usa la strada come officina, quello che vende biciclette usate, e che crede che quattro stampini, una mano di pennello e alcune decorazioni con l'uniposca possano trasformare un catorcio in chi sa quale gioiello.
Per strada facce storte, gente che sembra disperata, sempre con il biglietto in mano, un tipo che parla da solo, ma non ragiona ... Si lamenta! Un esercito di passeggini pimpati con il cartone, ricercano l'oro nel pattume, aprono buste, raccolgono cianfrusaglie metalliche.
Ragazzi di colore con i borsoni o con il cappello in mano che si allontanano da questo manicomio, quello che porta la bombola del gas in bicicletta, gli scooter senza targa e senza regole, le donne che gridano, quello che fa l'estrazione del lotto ambulante, una tossica dai capelli come spire in cui si soffoca, sarà per quello che sputa continuamente, gli apecar con carichi ecoinsostenibili, la casa famiglia, il biliardo, la vaiassa al tabacchino, i negozi dei cinesi che chudono e come se non bastasse tutto questo, Barbara D'Urso!!

PAROLE SUL PAVIMENTO

Francesco lo conosco dai tempi dell'asilo, poi la vita ci ha allontanati, abbiamo preso direzioni diverse ... Ma è uno di quei pochi amici sinceri, ecco come lo percepisco!
Francesco ha la passione della lettura e della scrittura, quanto tempo è passato da quando insieme scrivevamo i testi del nostro primo gruppetto musicale in un inglese elementare.
Un suo testo è stato messo in scena da una compagnia teatrale di Merano, La Kombriccola.

Io ho avuto il piacere di leggerlo ed anche di guardarlo.
Bravo Francesco Stellato