update 09.09.2018
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TUTTO QUELLO CHE ABBIAMO SEMPRE VOLUTO
Ad un tratto mi trovo circondato da T-Shirt nere con stampe bianche in contrasto, occhi all'altezza del petto, silhouette, pipistrelli ... Le stelle dietro le nuvole, i profili ...
Il cerchio ha fatto più di un giro completo, i ragazzini con gli occhi tristi total black e i capelli stirati di lato, quelli più grandi con lo sguardo stanco dei sopravvissuti, Io c'ero come un'era fa!
Passi lenti e sguardo basso intorno al monumento, capelli arruffati e anfibi.
Le ombre si allungano oltre le pareti squadrate di tufo, i tagli sono come le cicatrici sotto la pelle.
Anni neri sulla strada senza filtri e corda.
Si spengono le luci, sono sempre nella mia posizione privilegiata, si sente bene, si vede tutto, lontano dalle spinte e dall'incontrollabile voglia di esagerare nel pogo, vecchio stile senza maxi schermi e regie occulte, senza filtri e corda.
Mini schermi in aria ...
Ad un tratto mi ritrovo in quella festa alla deriva, confusione amplificata, disperso nelle sovrapposizioni dei fogli che cadono nella mia testa, ma questi sono quelli veri!!
Le parole definitive inchiostro sulla pelle che si ripiega come linee sulle pareti verticali che ancora cerco di scalare, cicatrici da nascondere.

Ad un tratto la penna non scrive più, la calligrafia diventa incerta, mi ritrovo nel tempo che è passato in maniera differente per tutti ...

Un coglione che si fa i selfie mentre il basso incalza, occhi spenti dietro gli occhiali scuri, un bisonte senza maniche che si addormenta sulla sedia di plastica sotto gli occhi vividi di Adrian e del suo doppio, una mia icona locale degli anni novanta che cammina a fatica con il bastone ... Il tempo che diventa incerto per tutti ... Era tutto!