update 07.07.2019
           
 
 
 
 

PENSIERO PENDOLARE
mi era successo qualche settimana fa ad Ostuni, ed ecco che succede di nuovo, in quella Calabria Jonica al confine con la Basilicata.
Una terra che si stende come uno spicchio di luna tra il mare blu e le colline aride che iniziano ad alzarsipuntando verso il Pollino.

Sono stanco stremato da sole e dall'afa, su una spiaggia che sembra un incrocio tra un deserto grigio e una steppa ... In punta di piedi sulla battigia di pietre incandescenti Giucas Casella!
Assumo zuccheri in un chioschetto, no leggo la barzelletta, e un tipo mi chiede da dove vengo?!
Da Taranto ...
A Tarand Nuestr' dice lui, ho lavorato per trent'anni all'Italsider, poi l'hanno regalato a Riva, partivamo ogni giorno con il treno, quanta gente ha sfamato però!!

Eccolo qui, un'altro che ha costruito la sua vita a distanza sul siderurgico, quanta gente ha sfamato, ripete ...
Per queste persono è facile parlare, la loro famiglia in questa terra dove l'inquinamento è una parola che non si usa spesso, un verbo indefinito, e dell'industria hanno una visione da stipendio a stipendio, senza prospettiva.
Parli bene tu, ti sei sacrificato, martire dell'avanti e indietro.

Poi continui a parlare e scopri che la figlia insegna in una scuola elementare a Taranto, a Paolo VI ... Lei non fa la pendolare!
Il pensiero è un'altra cosa, la realtà diversa, quanta gente ha sfamato però, stipendio e amianto, ma tu stai bene qua, io torno Domenica.