update TARANTO 29 Maggio 2022

RIDEFLOZ - ARCHIVIO - PHOTO - HITPARADE - T.N.S.F.

INVASIONE

<<...stranamente non ho ancora visto l'attacchinaggio selvaggio ed illegale con il quale, ogni volta, più di un candidato usa come "eloquente biglietto da visita", ma forse è ancora presto>>
Ed infatti era ancora presto, perché tempo un paio di settimane e questi fenomeni, questi signor nessuno, insieme al loro esercito di inutili niente, hanno iniziato ad invadere la città con la propria carta straccia. Manifesti fuori dagli spazi pubblicitari, manifesti fuori dai tabelloni elettorali... volti che spitterrano sui muri, sulle recinzioni... Uno sopra l'altro!
Con lo stuolo di candidati in ballo Taranto potrebbe candidarsi a sua volta a capitale della carta.
Tutto ribolle intorno ai nomi più importanti, quelli dei candidati sindaci e capita che un venerdì sera mentre aspetto la chiusura dei negozi m'imbatto in due mummie della politica tarantina dell'infausta era Di Bello che serpeggiano intorno al comitato del loro "preferito".
La prima con gli occhialoni e i capelli biondo platino seduti al tavolino della rosticceria di fronte, l'altro con il suo cabrio all'angolo della zona pedonale.
Volti nuovi, ma poi ad alzare il tappetto ti accorgi che la polvere nascosta è sempre la stessa, a destra, a sinistra, dal centro alle stelle.

ANOTHER FACE ON THE WALL

Non abbiamo bisogno del controllo del pensiero... La nuova tornata elettorale a Taranto entra nel vivo. La città ormai è invasa dai manifesti elettorali, stranamente non ho ancora visto l'attacchinaggio selvaggio ed illegale con il quale, ogni volta, più di un candidato usa come "eloquente biglietto da visita", ma forse è ancora presto, e su questi manifesti vedo tante facce nuove che mai come quest'anno sembrano aver investito nella comunicazione stradale. I cartelloni e i grandi formati sembrano essere in sconto. Ogni giorno guardando la tv ma soprattutto i social spunta anche qualcuno che conosco... Candidato, anche lui... Qualcuno rispettabile, qualcuno arrivista da sempre, quell'altro che sta sempre in mezzo e poi quello che già faceva casino nella chat dell'asilo di mia figlia e oggi dovrei votarlo?
Poi rivedi quelli che ormai sembrano di famiglia, che ci sono sempre, mummie immortali alle correnti di partito, sempre a galla oltre le crisi e ai tempi che cambiano invece loro sempre presenti con le stesse foto di sempre.
Dibattiti, incontri in piazza, prima accoglienza nei comitati elettorali ma più di tutto POSTrìbolo online.
Usanze brutte, quelle dei santini gettati per strada, quella dei comitatini elettorali al posto di attività commerciali chiuse da tempo;
Usanze tristi, quelle di lasciare i santini nelle buche della posta al pari delle offerte dei discount;
Usanze penose, quelle di lasciare i santini sui banchi dei locali commerciali o peggio ancora i manifesti all'interno di vetrine.
Usanze nuove che vedo per la prima volta, tipo il manifesto al 50% o manifesto di coppia, un po' come il profilo condiviso delle coppiette, Adamo ed Eva prima di trasformarsi in Caino ed Abele.

"They find me face down in the bins taking out the trash Still, I won't be told, copacetic, everything is fine I was carrying too much weight, so I break, habit escalates Sometimes I enter rooms and forget why..."

NICE... BUT YOU'RE NOT THERE

Era un periodo spensierato, ero sempre in giro, facevo un lavoro che mi piaceva, guadagnavo più soldi di quelli che spendevo... Mi trovavo in Liguria ed un sabato decidemmo con alcuni colleghi di andare a fare "serata" a Nizza!
Non ricordo precisamente tutto, le luci sulla riviera, l'aria soffice, i cartelli stradali in francese, qualche drink nel centro, poi l'ingresso in una discoteca che sembrava un cinema svuotato. Non ho registrato nessuna musica, però come dei flash, rivedo volti anonimi sorridenti, pelli sudate nella penombra, ragazze con vestitini leggeri, qualche mulatto e gli italiani con i primi telefonini in bella mostra, che all'epoca probabilmente il roaming neanche esisteva.
Quanto tempo sono stato in quella discoteca, non lo so, ma quando esco sta albeggiando, dove abbiamo parcheggiato non lo so... Ma andiamo a piedi verso la Promenade des Anglais.
Il mare all'alba è uno specchio, scendiamo in spiaggia fatta di ciotoli grigi, altri piccoli gruppetti di ragazzi sparsi sotto il muro, decido di farmi il bagno. Mi spoglio nudo e senza pensarci mezza volta entro in acqua, una sensazione meravigliosa, faccio qualche bracciata!
Mi giro verso la riva, non distinguo bene tutte le figure sulla riva, il profilo di Nizza prende colore dai primi bagliori dell'alba.
Poi metto la testa sott'acqua apro gli occhi e guardo il fondale e all'improvviso quel senso di pace e felicità lascia al posto alla paura e all'inquietudine perché sotto ai miei piedi non vedo il fondo ma solo un piccolo abisso che diventa sempre più nero nonostante non sia lontanissimo dalla riva. Qualche bracciata e torno al sicuro sulla riva.
Fisicamente ho provato la stessa sensazione solo un'altra volta nella vita, anche se più consapevole e presente a me stesso, quando feci il bagno a Punta Faro in Sicilia. Poche bracciate per spostarsi dalla riva ghiaiosa all'inizio dello stretto di Messina dove oltre alla paura del fondale si aggiungeva anche la forte corrente che quasi m'impediva di muovermi.

E' passato tanto tempo. E' passato solo un anno da quando non ci sei più. E oggi mi sento esattamente così, la testa e le spalle fuori dall'acqua, tutto apparentemente normale... Il resto del corpo sotto il velo dell'acqua, insicuro e sospeso su un abisso scuro di cui non riesco a vedere più il fondo, galleggiando in balia delle correnti. 

* Le cose arrivano sempre con i loro tempi....

SUCCEDE DI NUOVO

Qualche anno fa nella vecchia casa di Selli, attaccammo su un quadro, fino a riempirlo, tutti i santini elettorali delle amministrative. Quest'anno dopo tanto, che non ricordo neanche più quanto, tornano le amministrative Taranto e tornano i sorrisi stampati sui santini, sui pieghevoli, sui cartelloni più o meno grandi...
Tornano tante teste note, e qualche testa che non avevo mai visto. Slogan di partito, frasi fatte e di circostanza.
Non ho letto nessun programma, ma ci sono?
Le solite cose, facciamo Taranto grande, niente Ilva (che manco si chiama più così) statistiche e solo quel poco di buono che si crede di aver fatto.
Per un mese nei tanti locali sfitti al posto di un altro H24 o di un nuovo Poke point aprono le sedi elettorali!! Centri di raccolta per portaborse e tirapiedi vari, confessionali per problemi e false speranze.

* Voglio sentire la tua anima che parla. Un inverno nucleare. Nn serve mica aver fatto la guerra per capire quanto puzza la merda. Mi siedo e scrivo io vivo con poco. Il tempo non esiste più...
Quello che è stato che non sarà, negli occhi fatti di mio papà. Sopravvivere anche al tempo come il loto. Tutti boia dentro i social. Cuori con dentro il veleno. A pochi passi da me.

IDEOLOGIA CONTRO

Ci sono dei valori per cui vale sempre la pena impegnarsi, ci sono delle persone di merda contro le quali è sempre importante non fare mai finta di niente, ci sono degli interessi comuni che dovrebbero valere di più degli interessi dei singoli... Ma se anche uno di quei singoli è una persona di merda si corre il rischio che gli interessi di tanti non valgono niente!
Come si può andare contro a queste ingiustizie se chi deve controllare non controlla? Sembra sempre impegnato in altro e nel frattempo vengo no perpretati gesti innaturali irreparabili. Nessun permesso, nessun dibattito, nessuna condanna...
Le parti si squadrano dietro una rete metallica, quattro carabinieri in croce a controllare la situazione, la forza dei caterpillar gialli da una parte e il suono della musica popolare e dei saltimbanco dall'altra.
E' una battaglia persa in partenza.

GUERRA RMX

Al vento sibilano i fili di nylon del mio aquilone, sembrano traiettorie di missili che non arrivano mai al suolo e non senti l'esplosione. In un cielo sporco i colori della pace che si riempiono d'aria e si sgonfiano come in un respiro affannato. La guerra è sempre la stessa vista in televisione.
E ognuno vuole governare il mondo sequendo i piani fino alla fine della notte.
Chiuso in un rifugio o in coda sulla strada verso il confine lacrime per la paura, prima donne e bambini, gli uomini al massacro della resistenza, non sono piccole cose, sono i miei demoni che spezzano gli uomini da molto molto tempo fa.
Paura atomica, gas, grano.
Oligarchi sotto assedio, sequestri, no fly zone...

Il mio aquilone disegna nell'aria la pace, si riempie d'aria poi si svuota, come un respiro affannato.

BARBIERE

Mi ricordo come se fosse ieri di un barbiere nel comune di Graniti località nel messinese a due passi dalle gole Alcantara e le pendici dell'Etna. Avevo un appuntamento di lavoro per formare delle squadre su un lavoro di raccolta dati cartografici, e come spesso mi accade ero in grande anticipo. Così decisi di farmi la barba.
Quando entrai nel salone, sulla stradina stretta che partendo dalla piazza, dove avevo lasciato la mia macchina, si addentrava nel centro storico del paese, il barbiere mi guardo strano... Sicuramente non era abituato ad una clientela occasionale.
Non c'era nessuno e gli chiesi se poteva farmi la barba. Da quel momento non volò più una sola parola, io mi rilassai malgrado uno sconosciuto scherniva un rasoio sulla mia gola, e di tanto in tanto ricambiava i saluti dei passanti davanti alla sua bottega affacciata, porta aperta, direttamente sulla strada.
Un barbiere che ricordo ancora oggi perché è stato il secondo e solo barbiere della mia vita.
Tolta questa unica eccezione sono sempre andato da un barbiere fin da quando ero piccolo. Da quando mi portava mio padre e mi sedeva sul seggiolino dei bambini dettando legge sulla mia capigliatura.
Poi crescendo e acquisendo il diritto di taglio sulla mia capigliatura e il passaggio sulla poltrona grande prima con i cuscini sotto il sedere poi via via senza, sono sempre rimasto un loro fedele cliente, e loro hanno sempre assencondato le mie richieste per quel poco tempo in cui ho potuto divertirmi con la mia testa visto che intorno ai 26 anni i miei capelli hanno deciso di abbandonarmi per sempre.
Oggi entrare in un barbiere è un'esperienza completamente diversa... Prodotti specifici per ogni cosa, location e divise super fighe, un'infinità di servizi extra oltre barba e capelli, nomi moderni e di tendenza, Maicol, Kevin e insegne al passo con i tempi, Barbershop, hair style, saloon.
Quando entro dal mio barbiere invece sembra di varcare uno stargate, gli stessi arredamenti, le stesse poltrone, la radiolona sempre su radioitaliagrandisuccessi, le voci delle persone nell'androne alle spalle su cui si affaccia una finestrella del locale di servizio, poster pubblicitari di shampoo e lozioni e anche se non ci sono più ricordo perfettamente le schedine nel cassetto con il quale si toglieva la schiuma dai rasoi, le riviste sul tavolino all'angolo, quotidiani sportivi, sempre, e settimanali di cronaca!!
Ieri, come oggi un angolo rassicurante in cui ogni tanto mi piace entrare e mentre aspetto il mio turno mi rivedo in diversi periodi della mia vita su quelle poltrone, occhi chiusi davanti allo specchio mentre fuori piove o il sole riempie la strada, per me un angolo sereno nel pieno centro di Taranto ma dove però si parla il sangiorgese...

NELLA NOTTE SCURA

Nella notte scura è pieno di mostri umani*.
Esseri che si credono fantastici ma che in realtà sono delle maschere di se stessi. Esseri umani che mettono in scena la loro commedia nascondendo la trama della propria tragedia. Esperienze seriali, che si ripetono sempre uguali sullo stesso copione, la tua battuta di chiusura e poi si spengono i microfoni, si spengono le luci sul palco e nessuno può più dire niente. Il mostro ingrassa la sua vanità nutrendosi di esseri umani che ha sedotto con la sua voce, già perché questo è in realtà quello che succede dalla notte dei tempi. Ma alcuni esseri umani hanno la carne coriacea e anche se la butti giù senza masticare resta sullo stomaco, tu invece mi stai sul cazzo! Allora prendo la trama di questa storia e la leggo con attenzione, con quell'attenzione che non avevo mai avuto prima perché le commedie come questa non mi hanno mai interessato. Ogni pagina è uguale all'altra e succede sempre la stessa identica cosa. Poi arrivo io ed è un deja vu, un errore nel tuo codice... Leggo con ancora più attenzione, segno le note al margine, faccio domande e capisco tante cose. Nascondersi può essere un'espediente che ha funzionato con tanti, per tanto. Non con me! La vita oltre lo schermo, cambi ancora strada? Ti giri dall'altra parte? Fai finta di parlare al telefono? Sono quel vomito che fermenta sul marciapiede, indigesto, che ritorna! La lezione più grande! Si riaccendono i microfoni, le luci sul palco e il sipario si riapre per raccontare la parte finale della storia, non quella che hai scritto tu e ti sta bene così, ma quella di tutti gli altri.
non c'ho più paura dei vicoli bui, semafori rossi
E faccio finta che sia ancora martedì
Nella notte scura, è pieno di mostri, è pieno di mostri
maramaò

* Poi vedo cose, mi faccio gente. Poi non ricordo niente Merda la musica e merda l'ambiente. Che noia 'sta tipa, ero il suo only fan (seh) Prima che avesse un OnlyFans. Che bastavano un cocktail e un molly, fra' (yeah) Non lo joga e la birra analcolica (ah) Cerco il cocomordan come a Santo Domingo Minchia ancora che spingo Ancora che porto via i pesos, sai, gringo Ancora che do più cinquine che bingo

FAI SCHIFO

Barba bianca, capelli lunghi, chiuso in stanza mentre le statistiche variano minuto dopo minuto.
Fai schifo! *
Mia figlia vuole sempre uscire mentre io mi nascondo dietro una trincea di compact disc e fogli scritti a macchina.
Qualche anno fa non era così, se non uscivo stavo male, a petto nudo, bianco sulla faccia a schimicare da Damiano non dei Måneskin... Fai schifo, barbetta appena accennata e cappello rosso da baseball calato in testa.
Un cobra dorato sul pavimento!
Il tempo è una statistica in movimento che ti paralizza.
Sullo skateboard il tardo pomeriggio, le palme mosse dal vento, la raffineria in lontananza.
Anime trasparenti sul bagnasciuga, urticanti.
Ombrelloni chiusi, culi all'aria, la poseidonia secca al sole, orme leggere, l'ultimo bagno unisex.
Cioccolata. Carie.
Sono fuori moda? Ma come padre posso darti dei buoni consigli. Non ti girare alle chiacchiere delle stronze, non cambiare mai...
E anche se sono in un buco vuoto e amo odiare tutto tiri fuori il peggio di me, faccio schifo, barba bianca e capelli lunghi e il tempo che passa al tic tac della mia macchina da scrivere.

* Sopravvissuto ai peggiori poghi dei più nascosti centri sociali, cacciato da qualche discoteca di merda quando volevate fare la "pista alternativa" ma con le regole sbagliate, la mia generazione rotola via, hoodie boys, cappuccio in testa clandestino nelle piscine asciutte a non chiudere tricks, acquistando velocità su una longboard. Non mi fermo.

NON SEI TU

Forse non sei tu... Cambi marciapiedi per non incrociarmi, la testa dentro il cappuccio, borsone a tracolla, pinna di squalo in un mare calmo che cade dal cielo.
Oggi è tutto diverso, coda appesa ad essiccare. Racconto quello che succede intorno, un pianoforte che suona di fianco, prima della pubblicità e chiavi che aprono le mie porte. Neanche tra le lapidi del cimitero ho trovato il silenzio che cercavo, mamma chi sa quante stronzate senti al giorno? Non so se le mie lacrime possono farmi rifiorire di nuovo.
Sono andato via, a camminare su un deserto umido sotto la pioggia che saliva verso il cielo. Al contrario. All'orizzonte nessuno, nessuno alle mie spalle. Non so per quanto ho camminato, ho spento il gps, quando i piedi perdevano sensibilità mi spostavo dove la sabbia era più soffice, strisciavo i piedi, alzando una polvere dorata.
Questa cosa di far finta di essere qualcun'altro per me non funziona. Sono così da sempre!
Quindi niente bella vita, niente cene, niente amicizie superflue. Mi guardo intorno ed è così da sempre!
La mia realtà non è distorta. Il maestro che si lega al collo il cappio dei suoi alunni. Inspira.
Scivolo sul ghiaccio come se fossi al Rockefeller Center! E invece sono solo in centro. *
Respira, traspira, trascrivi.
Quest'anno all'acqua del ritrovarsi o al fuoco del dimenticarsi? Ma questo già lo sai...
Forse non sei tu, una scusa come un altra, sprofondi nel cuscino ma guardi a distanza e quello che sto dicendo non lo puoi sentire attraverso il dito, neanche se ingrandisci l'immagine ma quando tornerai in scia sentirai solo il vuoto dell'aria e capirai che forse non sei neanche tu.

* E magari vorresti davvero essere sul ghiaccio del Rockefeller Center a New York, a Natale l'atmosfera è decisamente unica. Giungla di cemento e non c'è niente che non puoi fare.
La chiave di lettura è diversa, Dai il meglio di te, come l'acqua, solo tu, un fiore di carta su una strada chiusa.
E' Natale, tutte le chiavi in tasca e un salmone affumicato nascosto tra la barba finta e un vestito lercio. La pioggia sale verso il cielo, premo il grilletto... Ma il colpo non parte ancora.


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