I Giochi del Mediterraneo sono finiti da un mese e finalmente, fuori da tutte le voci e le chiacchiere che si sono addensate in giro posso dire la mia. Non avendo competenze in merito non dirò su come si poteva costruire lo stadio, su come avrei alloggiato gli atleti, sul logo e su Ferrarese, ma più semplicemente scriverò dell'atmosfera che si respirava in città in quei giorni.
Probabilmente è stato l'evento più grande ed importante nella storia della Taranto moderna, a mia memoria sicuramente, in giro un sacco di gente, una quantità esagerata di eventi collaterali impossibile da seguire. Colori, festa, musica e sport, naturalmente!
Poi però c'eravamo sempre noi i tarantini che non siamo mai contenti di niente, che abbiamo sempre da ridire e che soprattutto guardiamo per prima il nostro orticello, i nostri interessi che hanno la priorità assoluta sul bene comune.
Se una città è bloccata a me che sono uscito di casa in auto per andare a comprare l'acqua minerale in offerta all'ipermercato, non me ne frega un cazzo, <agghjà turnà a cas' ca mugghjerm ha fatt' l'insalat' d ris> Se non posso parcheggiare sotto casa o davanti al tabacchino per prendere il gratta e vinci non va bene. Ma così non andrà mai bene, io ad esempio sono andato ogni giorno in centro per lavoro, da San Vito, non ho mai fatto una fila, non sono mai rimasto bloccato, mi sono organizzato, alcuni giorni, quelli più critici e offlimits, mi sono mosso prima, ho parcheggiato prima di Viale Magna Grecia, un piccolo sacrificio, monopattino o bicicletta a noleggio e via.
Si ma io vendo i detersivi alla spina e i casalinghi e non ho visto nessuno straniero entrare nel mio negozio... (sigh)
Però Alberghi, B&B e case vacanze in genere esauriti, i ristoranti e i bar hanno lavorato (non tutti) lo ha capito anche il baretto sotto le popolari in città vecchia, i negozi in centro hanno lavorato, meno principesse umbertine con la puzza sotto al naso e le mollette nel portamonete più concretezza internazionale e transazioni digitali!
Io con tutte le difficoltà, le restrizioni e i sacrifici del caso cose del genere le farei una volta l'anno tenendomi anche le lamentele del parcheggiatore abusivo davanti al Canale, di quello che non può vendere la semenza e tutto il resto.
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