LAST CHRISTMAS E PASTORIZIA

Millenovecentottantaquattro, frequentavo la scuola media a San Vito, si chiamava diversamente da oggi, ma era sempre nello stesso posto. Jeans a vita alta maglioni larghi, le prime felpone e i capelli gonfi... Al tempo potevo anch'io!
La classica recita di Natale scolastica. Non so per quale motivo noi della prima o seconda (non mi perdo a fare i conti precisi) sezione A diventiamo i prescelti dalla professoressa di musica la Tuzzi (pace all'anima sua) e del preside in persona, per esibirci con una canzone d'altri tempi, La Ninna dei pastori. Settimane di prove, con tanto di preside in classe, per non essere mai pronti.
Arriva il giorno dell'esibizione nell'androne della succursale a Tramontone. Palco costruito con un accrocchio di banchi uno di fianco all'altro (sicurezza credo pari a meno venti) saliamo con delle tuniche in cartacrespa a metà strada tra un coro gospel e una riunione del Ku Klux Klan. Audio di merda, voglia di sparire il più velocemente possibile, pubblico disinteressato e con più voglia di sparire di noi. Che imbarazzo.
Ma non è ancora niente! Perché la sezione B (la nostra antagonista per principio alfabetico) in tutto questo nostro sprofondare porta la sua esibizione sul palco.
Abiti casual, jeans e maglioni rossi alla moda e una canzone dal sapore decisamente più pop, Last Christmas degli Wham...
E di colpo sul palco di banchi dopo un gregge di pastori sfigati in cartacrespa sale una serie piccoli cloni dove anche i più brutti sembrano degli Andrew Ridgele o dei George Michael mentre le ragazze sono tutte belle, tutte Pepsi e Shirlie!!

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T.N.S.F.

RISTORATORE SUI "GENERI"

RISTORATORE FILOSOFO

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