diario / appunti e spunti di vita
     
 

04/11/2018 SURREALE Lungo la strada viscida, nel buio della notte che avanza tra le luci deformate da minuscole gocce d'acqua, dietro le spalle di una fata dorata, le parole di una bianca bambina oltre l'assordante confusione delle voci che rimbombano nel vuoto:
<<Tu chi sei?>> 
Sono a metà tra uno scheletro ed un lupo ululante vago senza meta, brillo e mi spengo bruciando come una cometa. Ma ora torno nella mia ombra, sull'uscio di un vecchio portone, la gente che passa molti non mi notano neanche, qualcuno invece si, si spaventa, poi sorride nervosamente, qualcuno lo devo inseguire e non posso fare a meno della mia natura schiva, restando ad ascoltare decifrare, immaginare, meravigliarmi.
La vita che prosegue in direzioni mai banali, anche quando sembra tornare indietro, precipitando in un baratro, il cielo che lentamente si allontana, le stelle che diventano sempre più piccole, meno brillanti, poi di colpo il buio. Il silenzio. E sembra surreale, ma tutto riparte!

28/10/2018 QUANDO SIAMO DIVENTATI TUTTI UGUALI? Esistono dei modi di dire che caratterizzano dei posti specifici o un gruppo di persone particolari, semplificando nel nostro piccolo, i soprannomi dati in famiglia o a scuola tra gli amici.
Se dico UGO GALEONE sono davvero poche le persone che possono capire e sorridere, oppure Licchio, cockerino ... Ad un certo punto sembra che tutti si sia stratificato, fermentato, filtrato dal social e adesso, se scrivo una cosa, la capiscono tutti anche se non ci conosciamo:
Buongiorno Mondo, lavoro presso Me medesimo, ho fequentato l'Università della strada e i laureati fanno lo stesso lavoro dela cazzo che faccio Io MUTI ...
Ecco, E niente, Spegnete Internet, Abbiamo un vincitore, Puo' accompagnare solo
Facciamo tanto quelli fuori dal coro, i diversi, ma forse ci siamo sopravvalutati e alla fine non siamo tanto diversi dagli altri, tutti nella stessa stratificazione in fermentazione, in attesa di cosa?
Arriverà quello che va bene per noi, facciamo gli schizzinosi e la sera non usciamo, in giro ci sono sempre le stesse persone, sempre gli stessi posti, tutti uguali, filtrati a marcire con i materiali da recupero, le poltrone di velluto, gli inserti pseudo industriali lo shabby chic le mattonelle vintage il finto parquet ... meglio rimanere in casa e guardare un'altra serie, indossare la maschera del momento ed aspettare la mattina, mi son svegliato ed ho trovato l'invasor.
O dovrei scrivere una considerazione personale su un qualsiasi argomento di cronaca e bollarla come "verità assoluta" chiudendola con un per niente amichevole CIAO o ADDIO

23/09/2018 LO CHEF CON LA CODA DI RUCOLA Andare su tripadvisor e scrivere una recensione negativa di un posto in cui sei andato a mangiare sarebbe troppo facile, sentirsi al tempo stesso Alessandro Borghese e Carlo Cracco e stroncare le velleità di ristorazione del ristorante di turno.
Il tipo ci fa sedere, abbiamo prenotato telefonicamente e nel locale non c'è ancora nessuno.
Siamo stati ingenui, perché lui ci propone subito gli antipasti e poi aggiunge faccio io, non vi preoccupate, vi faccio mangiare bene!
L'ultima cosa che vogliamo andando a mangiare fuori è essere preoccupati ... Questo credo sia normale, e ci fidiamo.
La cameriera mi mette di fianco (sono l'unico uomo al tavolo) il cestello per il vino e poi infila una bottiglia di bianco senza chiedermi niente. Io estraggo la bottiglia giusto solo per capire cos'è, guardo l'etichetta, un vino locale, lei dice va bene? Non avendomi proposto una carta dei vini, credo sia quello basico, della casa, e gli dico di si, lei lo stappa, il proprietario arriva e ci versa il vino.
Inizia la sfilata degli antipasti, tutti di mare e non siamo più gli unici seduti, gli antipasti alla fine non sono male, ma qualcuno secondo me è fatto con la materia prima avanzata da altri piatti ... Come si farebbe a casa mia, non in un ristorante!
La cosa che mi lascia perplesso è la facilità con cui le persone (di casa nel locale) entrano, attraversano la sala e si affacciano in cucina.
A questo punto lo chef in persona ci tiene a portarci al tavolo una sperlunga di fave e foglie con crostini di pane, buone, ma ho mangiato fave e foglie decisamente migliori.
Una cosa che non è mai mancata nei piatti è stata la rucola, quasi sempre ornamentale, mai funzinale al sapore del piatto anche perché insapore e di un verde pallido e spento.
L'assaggino di primo è un piatto di paccheri con melanzane e sentore di pesce spada. Un piatto a testa, anche alle due bambine, malgrado le ripetute raccomandazioni di non esagerare, che naturalmente sono volate, al contrario dei visitatori di passaggio, oltre la cucina!!
Lo chef passa tra i tavoli, chiede se va tutto bene, si illumina quando lo chiamano chef, ma a giudicare dalla cottura della pasta è solo un semplice cuoco ... Ad Alessandro Borghese si sarebbe fermato il tempo tutt'intorno, trasformandosi in bianco e nero e avrebbe detto qualcosa di negativo, Cannavacciuolo invece avrebbe girato i paccheri e gli avrebbe mandati indietro.
Piatto di frittura, scura di olio sicuramente super usato e gaberoni arrosto in un letto di rucola e in un mare d'olio. Si fatica a sbucciarli, anche con le mani, la frittura è pesante.
Al tavolo dietro di noi il figlio del proprietario con degli amici, arrivano altri piatti e si riempiono la bocca con la parola chef!
Paghiamo il conto forfettario un pò esagerato per la qualità del cibo, senza una distinta precisa, che mi faccio al volo e che alla fine ci sta tutta ... Ma se fossi su tripadvisor lascerei un commento negativo, non ci tornerò più, non lo consiglio a nessuno, malgrado qualcun'altro l'abbia consigliato a me!!
Che posto è? Gli indizi gli avete tutti, non fatevi incantare.

25/08/2018 TUTTO QUELLO CHE ABBIAMO SEMPRE VOLUTO Ad un tratto mi trovo circondato da T-Shirt nere con stampe bianche in contrasto, occhi all'altezza del petto, silhouette, pipistrelli ... Le stelle dietro le nuvole, i profili ...
Il cerchio ha fatto più di un giro completo, i ragazzini con gli occhi tristi total black e i capelli stirati di lato, quelli più grandi con lo sguardo stanco dei sopravvissuti, Io c'ero come un'era fa!
Passi lenti e sguardo basso intorno al monumento, capelli arruffati e anfibi.
Le ombre si allungano oltre le pareti squadrate di tufo, i tagli sono come le cicatrici sotto la pelle. Anni neri sulla strada senza filtri e corda.
Si spengono le luci, sono sempre nella mia posizione privilegiata, si sente bene, si vede tutto, lontano dalle spinte e dall'incontrollabile voglia di esagerare nel pogo, vecchio stile senza maxi schermi e regie occulte, senza filtri e corda.
Mini schermi in aria ...
Ad un tratto mi ritrovo in quella festa alla deriva, confusione amplificata, disperso nelle sovrapposizioni dei fogli che cadono nella mia testa, ma questi sono quelli veri!!
Le parole definitive inchiostro sulla pelle che si ripiega come linee sulle pareti verticali che ancora cerco di scalare, cicatrici da nascondere. Ad un tratto la penna non scrive più, la calligrafia diventa incerta, mi ritrovo nel tempo che è passato in maniera differente per tutti ...
Un coglione che si fa i selfie mentre il basso incalza, occhi spenti dietro gli occhiali scuri, un bisonte senza maniche che si addormenta sulla sedia di plastica sotto gli occhi vividi di Adrian e del suo doppio, una mia icona locale degli anni novanta che cammina a fatica con il bastone ... Il tempo che diventa incerto per tutti ... Era tutto!

29/07/2018 COME VOI Ho provato ad essere come voi, alla vostra altezza, ma non ci sono riuscito.
Orbito ad una quota intermedia, mai troppo basso e neanche troppo in alto ... A questa quota tutto è rarefatto e credo di trovarmi bene anche se puntualmente mi manca il respiro, perdo lucidità, inizio una lenta discesa dinamica, ma non mi schianto, ancora non è successo.
Ho provato a prenotare le mie serate, ma non ci riesco, non trovo mai posto dentro me stesso, non sono mai in lista, sono vestito male, non ho la carta di credito giusta, sono fuori luogo, non mi sento al posto giusto, mi dispiace.
Sono libero ma con le catene all'anima, volti sorridenti, corpi abbronzati, libri digitali in un torrido luglio che sgrana in agosto.
Prego un Dio non preciso, e i santi in viaggio lontano.
Dove sono i miei figli che ho scordato? La grande nuvola agli antipodi il jukeboxe dentro al telefono e la censura nella scrivania dell'ufficio, il doppio gioco, il fidanzato, il Grande Fratello e io che non ho paura a fare il confessionale!
Come voi non sarò mai! L'ingresso riservato, il parcheggio in doppia fila, la chat dell'avventura la magra figura.
Ascolto sempre le stesse cose ma l'orecchio è puntato sul futuro, dal passato non ho bellezza.

09/07/2018 VIVA LA VIDA LOCOROTONDA Seguo un raggio laser nel buio della notte contro le nuvole che mi ricordano lo scorso anno. Mi muovo tra ventagli di carta ed ombrelli, vestiti allineati e acquisti last minute per un matrimonio, faccio due passi entro in un mondo spirituale galleggiante, sgrano semi UNITE da un cordoncino, ogni preghiera è un nodo.
Due spritz da asporto, passa una veloce processione, bambini in tunica spingono carrelli con obelischi amplificati, gli sguardi severi del clero e quelli fieri dei fedeli al seguito con le loro brillanti medagliette.
La sera è un cuore illuminato a festa di paese.
Ma devo andare, scendo gradini attraversando strade che solitamente percorro più velocemente.
Il biglietto senza fila e sono nella terra. Luci pulsanti dietro la macchina, stands, puzza di fritto, calici in plastica, tori rossi niente mucche e la zona vip sotto le solite lampadine penzolanti ed il bianco meno bianco, le proiezioni pubblicitarie a loop.
Niente oro in cambio dell'argento per me.
L'acid jazz di qualità non mi è mai piaciuto, sono un villano senza titoli nobiliari, i bambini vogliono solo essere liberati.
Lo staff visto da vicino, magliette e felpe griffate, Mac come se piovesse, ma sono uscite le stelle.
La voce senza spessore, una mezza delusione, ma tutti sembrano contenti, tutte cose già viste. La terra perde i suoi fiori passa a volo radente l'aereo con il concime.
Arriva l'età del ghiaccio. Vado via a passo leggero, inseguito da un raggio laser nel cuore della notte. Domani non torno "Non è la prima volta che ascolto un disco e già prima del primo minuto sono completamente immerso in uno stato di completa incredulità. Tutto gira nel modo giusto, si apre si chiude, la voce rincorre gli echi i cori, l'elettronica porta il soul nella profondità più intima"
E' un PROCESSo all'anno scorso
S

 

24/06/2018 LA VENDETTA L'ATTESA LA RABBIA Nella vita tutto si rincorre, inizia e finisce.
Sipario, l'interpretazione da premio loscaR, gli applausi, le rose in camerino.
Tendi i fili di burattini che ti hanno messo in mano, ma sulla tua testa da parassita altri fili, talmente stretti che ti bloccano la circolazione alla testa, non ragioni, vai avanti come una macchina senza assicurazione sulla vita.
Una ruota, un cerchio che prima o poi si chiude, e la natura che mi scorre intorno me lo ricorda sempre, in maniera prepotente.
Sei come il grano, ma ti credi fatta d'oro, Un gioiello per il quale gli uomini bramano e perdono la testa, ma la tua fine è quella di essere spazzata via da una falce lucente e bruciare nel cuore della notte.
Il rogo sotto la strega e le parole che sembravano anatemi ora hanno il suono dell'implorazione, la paura vista quando ti punta in faccia è diversa.
Io resto seduto, aspettando che la natura faccia il suo corso ed arrivi il momento della mietitura sul tuo campo paludoso.
Le bugie che raccontavi la doppia vita che vivevi e la speranza di cosa mi risulta difficile da capire.
Un'essenza inesistente.
"Go away - get away, get away, get a-way
Every wet nurse refused to feed him
Electrolytes smell like semen
"

17/06/2018 E CI SONO ANCORA Ad un certo punto ti fermi, sei stanco? Non hai più niente da dire? Sei arrivato? Si è fuso il pc?
Colpa del pc ... addio sistema operativo, archivi e tutti gli orpelli.
Pian piano tornano le pulsazioni, le cartelle si riaprono, restart ... Nuovo sistema, nuovi programmi, vecchio stile. Se stai leggendo devi sapere che una cosa che non ho recuperato è la mailinglist della newsletter. Quindi se vuoi continuare a ricevere info mandami nuovamente la tua mail, il mio indirizzo lo sai, florindo@flozstationit.it
E si, ci sono ancora, non mi fermo, non mi posso fermare. Alzo il passo accorcio il tempo. Tutto quello che è passato in questi giorni ormai è passato.
Sono la mia ancora di salvezza.

03/05/2018 TRAP PITARA E facciamoci questa foto finta ieri ho fatto la tinta io bevo una pinta la mamma dei cretini è sempre incinta
E facciamoci di tutto prenotiamo se no facciamo brutto al primo sole vedi che mi butto.
Ma la vita è avanti e indietro poi sclero e sparlo come Di Pietro
Non sei Miss Sarajevo.
La colla in mano saluta piano facciamo finta che non ci vediamo poi chiacchieriamo e ci tagliamo la vita sta davanti al dorso della mano io mi allontano tu guardi dall'alto come il mare da Positano può sembrare strano ma ho dormito al SanPietrodiPositano.
La luce blu puntata in faccia, senza divisa ma con il cellulare
se torno a scuola insegnami a chattare o a registrare una nota vocale
giro la ruota e compro una vocale vado avanti che non ho la soluzione.

15/04/2018 DALLA MACCHINA AL LAVORO Quasi ogni mattina lascio la macchina in una zona della città a metà strada dalla scuola che frequenta mia figlia e l'ufficio dove lavoro ...
Bisogna prestare attenzione già uscendo dall'abitacolo, i marciapiedi sono disseminati di escrementi maleodoranti di cani non raccolti dai propri padroni, alla catena!
L'atmosfera è malsana, innumerevoli mosche svolazzano, le aiuole sono infestate da erbacce e i pochi alberi presenti crescono incolti incombendo sui marciapiedi come giardini verticali, ma decadenti.
Agli angoli delle strade dove sono parcheggiati i cassonetti è un prolificare d'immondizia sparsa e vario materiale di risulta (di ogni genere) materassi, pezzi di vecchi mobili, sanitari in disuso, bustoni con calcinacci (tutti elementi che andrebbero conferiti in discarica previa autorizzazione).
Pur notando appesi ai balconi diverse divise dell'azienda locale per la nettezza urbana e tantissime di una cooperativa sociale la situazione del decoro urbano è tragica. Oltre agli escrementi già menzionati, tutta la strada, qualunque variante io prenda la mattina, è caratterizzata da pattume variopinto, buste di plastica alle volte piene, involucri traslucenti di patatine, biscotti, pacchetti di sigarette accartocciati, materiale organico caduto da chi sa dove ... Per oltre una settimana sul limitar di una saracinesca è rimasto adagiato il cadavere di una rondine. Il parcheggio è selvaggio, non esistono incroci non presidiati da autovetture in zona rimozione, oltre che da sentinelle H24 che presidiano la loro zona, il fruttivendolo all'angolo occupa il marciapiede abusivamente urla, fingendosi pazzo e si lamenta delle tasse mentre intorno a lui nel raggio di 200 mt ci sono almeno altre tre bancarelle e camioncini che vendono gli stessi prodotti senza nessuna autorizzazione. I temporary store stagionali non mancano, il periodo dei fuochi d'artificio, i fiori a San Valentino le mimose alla festa della donna, le rose a quella della mamma, i carciofi, le fragole buone ora inizia la stagione delle cozze sui tavolini di plastica, si sgrammella si butta l'acqua sulla strada, tra una merda e l'altra, e si alimenta lo svolazzar di mosche.
Il tempo libero, infinito per alcuni, davanti a due o tre circoli culturali in cui su tutto vince l'aroma di birra locale in vetro vuoto a rendere e il tappeto di cicche.
Qualche volenteroso ramazza davanti la sua attività spostando il pattume sotto il marciapiede che non nasconde o più in là ... Ma è un'attività poco intelligente.
Qualche rigattiere che usa la strada come officina, quello che vende biciclette usate, e che crede che quattro stampini, una mano di pennello e alcune decorazioni con l'uniposca possano trasformare un catorcio in chi sa quale gioiello.
Per strada facce storte, gente che sembra disperata, sempre con il biglietto in mano, un tipo che parla da solo, ma non ragiona ... Si lamenta! Un esercito di passeggini pimpati con il cartone, ricercano l'oro nel pattume, aprono buste, raccolgono cianfrusaglie metalliche.
Ragazzi di colore con i borsoni o con il cappello in mano che si allontanano da questo manicomio, quello che porta la bombola del gas in bicicletta, gli scooter senza targa e senza regole, le donne che gridano, quello che fa l'estrazione del lotto ambulante, una tossica dai capelli come spire in cui si soffoca, sarà per quello che sputa continuamente, gli apecar con carichi ecoinsostenibili, la casa famiglia, il biliardo, la vaiassa al tabacchino, i negozi dei cinesi che chudono e come se non bastasse tutto questo, Barbara D'Urso!!

25/03/2018 IL SANTO GIOVEDI'L'avvicinarsi del giovedìsanto, ormai da qualche anno m'impone un attimo di seria riflessione, uscire la testa dal mio mondo, lasciare per terra tutte le buste di sabbia che mi porto dietro puntare la sveglia alle 03:33 ...
Sul ponte tornavano a casa tante persone alcune a piedi, altre in bicicletta ... Qualcun'altro in macchina, in sette, in una sola macchina emanuelenricovalentinandreateclafrancescaluca.
Qualche anno dopo abbiamo visto gli attentati terroristici di Cannes o del mercatino di Natale di Berlino ma noi siamo sotto pasqua e la dinamica potrebbe, comunque, essere analoga.
Nessuna guerra santa, nessun sacrificio per guadagnarsi il paradiso, ma solo esseri umani stupidi, vigliacchi e il perdono che cammina a piedi scalzi sull'asfalto, silenzioso, come la morte, vestita di nero, nessuna strage.
Quattro cerchi a motore contro due cerchi a pedali mossi dal cuore, sette contro uno ... Quante promesse ho fatto, quante speranze si sono infrante quante vite si sono spezzate ed hanno preso una direzione diversa da quella che doveva essere o forse era proprio questo quello che doveva essere ed ogni volta quando leggo i vostri nomi incisi sulle pareti scrostate o chiudo gli occhi e vedo le ombre dei vostri volti per un attimo, solo per un attimo mi rallegro e sono contento di non avervi mai conosciuto ... Senza peso ... Nell'atmosfera ... La vita non è uno scherzo e il male è un ghigno dietro un sorriso.

11/03/2018 IRA_B Ogni volta che passo sotto la tangenziale entro in un mondo che va avanti alla velocità della luce ma che per me è rimasto ad un quarto di secolo fa.
Senza tempo dal carcere alla città vecchia in linea retta, a piedi sopra o sotto la stazione, gli odori degli shop etnici, gli store cinesi ancora lontanissimi, la chiesa con il tetto verde e le tette delle studentesse al balcone di fronte.
I viveri che finivano subito e le serate infinite, lo studio dopo, i soldi vanno via in fretta.
Sotto la pioggia in cerca del fumo e poi tornavamo a casa con il quadro a specchio della birreria ... poi il vomito.
La calca per entrare a lezione in una chiesa sconsacrata e le bionde tutte in tiro, invece io avevo le amicizie peggiori, quelli che si addormentavano a lezione che non avevano il pigiama e che puzzavano di tabacco, i cani ancora non si usavano.
Però le bionde le invidiavo che abitavano in centro e venivano a lezione in macchina, io la settimana corta e lo sbattimento del fuorisede.
Oggi sono passato sotto quei bastioni l'odore del mare ero lo stesso, ma lo skyline dentro di me è cambiato.
Non invidio più nessuno, la calca mi spaventava e l'ho lasciata agli altri dieci, cinque ... Last night a DeeJay save my life!
In lontananza una ruota panoramica che gira, ondeggia al vento ma io ho ancora paura di tante cose.

04/03/2018 MATITA E FOGLIO Al seggio malgrado l'ora controra c'era la fila ... Check one two Camera dei Deputati e Senato della Repubblica.
I finanzieri che regolano la fila, ma non danno nessuna ricevuta.
Voto sempre nella stessa aula, la prima entrando sulla sinistra, davanti al cesso.
In fondo la segreteria dall'altra parte la palestra poi le scale che portano al primo piano.
La scuola ha cambiato nome e non credo ci sia più l'alloggio del custode e della sua famiglia, ricavato in due o tre aule.
La scuola è sempre la stessa.
Si vota sempre per gli stessi e non ci sono buoni o cattivi, hanno tutti la stessa classe di ferro di cavallo.
Io voto quelli che mi ricordo, amici di tre anni dentro la media, Pagano, Mele, Leoni, Stellato poi tutti gli altri, in giro in bicicletta, le trasmissioni in filodiffusione dal gabinetto, la radio a casa di Antonello, le partite la domenica pomeriggio, proprio come questa, il gruppetto musicale, le feste.
La pasta col burro a casa di Christian il sabato notte, ma che cazzo proprio quando non trasmettono il film e mo' Giancarlo sta sacrificando la figlia al suo elettorato che non esiste più, proprio quando non lo votano più.
Ha finit, l'Amerik!!
Ma noi siamo ancora qui, in navigazione, matita e foglio, qualcuno tra la tempesta, qualcun'altro al sicuro ai tropici ...
Siamo ancora qui a tirarci fortissimo il cassino, Wild Boys e te ne vai con la polvere bianca a casa pensando alla Fiore o al Quant'è brutto!! Check one two.



18/02/2018 LUCI
La differenza? A me non piace stare in mezzo alla gente vestito per la festa, chiamare per prenotare e restare seduto più di due ore mentre la pasta cruda cuoce in un forno a legna, bevendo birra dalle tre/quarti. Beccata ti ho vista!
A me piace entrare nei posti scuri, fare due passi e restare sotto le luci, se mi siedo va bene altrimenti sto in piedi Avete prenotato? E' inutile che chiedi.
Corro lungo la schiena, ti spezzo il fiato in gola sgasato senza cocacola.
La differenza? Sospetto, non ti aspetto scrivo in rima ma fino ad un certo punto, poi metto il punto, non mi dilungo.
Quanto fai al chilometro? Non lo so, ma vado sempre meglio, non mi fermo cammino puntando la cima ma sono su una parete a strapiombo da qualche anno, ci sono aggrappato, striscio lentamente ma sono sempre alla stessa quota insicura. Non lascio la presa, ma sono stanco.
La differenza? E' uguale a zero, perchè credi di star meglio tu e allora non posso dirti più niente, mi stendo, ritorno e alla fine tutto quello che hai detto lo svendo.



28/01/2018 SALTO Al momento sono sospeso con le ossa rotte dal troppo riposo, dietro un mondo blu che non posso mettere a fuoco, che non posso neanche vedere ...con la temperatura a 40°C e un sentore di tachipirina, sudori freddi e asciugamani stesi per terra.



21/01/2018 SFUMATURE L'importanza di scrivere, di mettere nero su bianco le diverse sfumature dell'anima ... Non sono colori predefiniti, tempo fra parentesi, oggetti sparsi sul pavimento.
Ascolto le voci che si rincorrono e mi passano attraverso, sono fantasmi da lasciare liberi.
L'importanza dei pensieri che si solidificano in inchiostro, del grigio che da un upload all'altro diventa bianco e il peso delle parole che non riesco a racchiudere dentro una cella layout, carattere, dimensione, uno spirito che prende fuoco e poi devo buttar giù, tutto d'un fiato come i quindici anni passati, vissuti online come un iceberg alla deriva ma sempre lontano dalle rotte turistiche.