diario / appunti e spunti di vita
     
 

TUTTO QUELLO CHE ABBIAMO SEMPRE VOLUTO Ad un tratto mi trovo circondato da T-Shirt nere con stampe bianche in contrasto, occhi all'altezza del petto, silhouette, pipistrelli ... Le stelle dietro le nuvole, i profili ...
Il cerchio ha fatto più di un giro completo, i ragazzini con gli occhi tristi total black e i capelli stirati di lato, quelli più grandi con lo sguardo stanco dei sopravvissuti, Io c'ero come un'era fa!
Passi lenti e sguardo basso intorno al monumento, capelli arruffati e anfibi.
Le ombre si allungano oltre le pareti squadrate di tufo, i tagli sono come le cicatrici sotto la pelle. Anni neri sulla strada senza filtri e corda.
Si spengono le luci, sono sempre nella mia posizione privilegiata, si sente bene, si vede tutto, lontano dalle spinte e dall'incontrollabile voglia di esagerare nel pogo, vecchio stile senza maxi schermi e regie occulte, senza filtri e corda.
Mini schermi in aria ...
Ad un tratto mi ritrovo in quella festa alla deriva, confusione amplificata, disperso nelle sovrapposizioni dei fogli che cadono nella mia testa, ma questi sono quelli veri!!
Le parole definitive inchiostro sulla pelle che si ripiega come linee sulle pareti verticali che ancora cerco di scalare, cicatrici da nascondere. Ad un tratto la penna non scrive più, la calligrafia diventa incerta, mi ritrovo nel tempo che è passato in maniera differente per tutti ...
Un coglione che si fa i selfie mentre il basso incalza, occhi spenti dietro gli occhiali scuri, un bisonte senza maniche che si addormenta sulla sedia di plastica sotto gli occhi vividi di Adrian e del suo doppio, una mia icona locale degli anni novanta che cammina a fatica con il bastone ... Il tempo che diventa incerto per tutti ... Era tutto!

29/07/2018 COME VOI Ho provato ad essere come voi, alla vostra altezza, ma non ci sono riuscito.
Orbito ad una quota intermedia, mai troppo basso e neanche troppo in alto ... A questa quota tutto è rarefatto e credo di trovarmi bene anche se puntualmente mi manca il respiro, perdo lucidità, inizio una lenta discesa dinamica, ma non mi schianto, ancora non è successo.
Ho provato a prenotare le mie serate, ma non ci riesco, non trovo mai posto dentro me stesso, non sono mai in lista, sono vestito male, non ho la carta di credito giusta, sono fuori luogo, non mi sento al posto giusto, mi dispiace.
Sono libero ma con le catene all'anima, volti sorridenti, corpi abbronzati, libri digitali in un torrido luglio che sgrana in agosto.
Prego un Dio non preciso, e i santi in viaggio lontano.
Dove sono i miei figli che ho scordato? La grande nuvola agli antipodi il jukeboxe dentro al telefono e la censura nella scrivania dell'ufficio, il doppio gioco, il fidanzato, il Grande Fratello e io che non ho paura a fare il confessionale!
Come voi non sarò mai! L'ingresso riservato, il parcheggio in doppia fila, la chat dell'avventura la magra figura.
Ascolto sempre le stesse cose ma l'orecchio è puntato sul futuro, dal passato non ho bellezza.

09/07/2018 VIVA LA VIDA LOCOROTONDA Seguo un raggio laser nel buio della notte contro le nuvole che mi ricordano lo scorso anno. Mi muovo tra ventagli di carta ed ombrelli, vestiti allineati e acquisti last minute per un matrimonio, faccio due passi entro in un mondo spirituale galleggiante, sgrano semi UNITE da un cordoncino, ogni preghiera è un nodo.
Due spritz da asporto, passa una veloce processione, bambini in tunica spingono carrelli con obelischi amplificati, gli sguardi severi del clero e quelli fieri dei fedeli al seguito con le loro brillanti medagliette.
La sera è un cuore illuminato a festa di paese.
Ma devo andare, scendo gradini attraversando strade che solitamente percorro più velocemente.
Il biglietto senza fila e sono nella terra. Luci pulsanti dietro la macchina, stands, puzza di fritto, calici in plastica, tori rossi niente mucche e la zona vip sotto le solite lampadine penzolanti ed il bianco meno bianco, le proiezioni pubblicitarie a loop.
Niente oro in cambio dell'argento per me.
L'acid jazz di qualità non mi è mai piaciuto, sono un villano senza titoli nobiliari, i bambini vogliono solo essere liberati.
Lo staff visto da vicino, magliette e felpe griffate, Mac come se piovesse, ma sono uscite le stelle.
La voce senza spessore, una mezza delusione, ma tutti sembrano contenti, tutte cose già viste. La terra perde i suoi fiori passa a volo radente l'aereo con il concime.
Arriva l'età del ghiaccio. Vado via a passo leggero, inseguito da un raggio laser nel cuore della notte. Domani non torno "Non è la prima volta che ascolto un disco e già prima del primo minuto sono completamente immerso in uno stato di completa incredulità. Tutto gira nel modo giusto, si apre si chiude, la voce rincorre gli echi i cori, l'elettronica porta il soul nella profondità più intima"
E' un PROCESSo all'anno scorso

 

24/06/2018 LA VENDETTA L'ATTESA LA RABBIA Nella vita tutto si rincorre, inizia e finisce.
Sipario, l'interpretazione da premio loscaR, gli applausi, le rose in camerino.
Tendi i fili di burattini che ti hanno messo in mano, ma sulla tua testa da parassita altri fili, talmente stretti che ti bloccano la circolazione alla testa, non ragioni, vai avanti come una macchina senza assicurazione sulla vita.
Una ruota, un cerchio che prima o poi si chiude, e la natura che mi scorre intorno me lo ricorda sempre, in maniera prepotente.
Sei come il grano, ma ti credi fatta d'oro, Un gioiello per il quale gli uomini bramano e perdono la testa, ma la tua fine è quella di essere spazzata via da una falce lucente e bruciare nel cuore della notte.
Il rogo sotto la strega e le parole che sembravano anatemi ora hanno il suono dell'implorazione, la paura vista quando ti punta in faccia è diversa.
Io resto seduto, aspettando che la natura faccia il suo corso ed arrivi il momento della mietitura sul tuo campo paludoso.
Le bugie che raccontavi la doppia vita che vivevi e la speranza di cosa mi risulta difficile da capire.
Un'essenza inesistente.
"Go away - get away, get away, get a-way
Every wet nurse refused to feed him
Electrolytes smell like semen
"

17/06/2018 E CI SONO ANCORA Ad un certo punto ti fermi, sei stanco? Non hai più niente da dire? Sei arrivato? Si è fuso il pc?
Colpa del pc ... addio sistema operativo, archivi e tutti gli orpelli.
Pian piano tornano le pulsazioni, le cartelle si riaprono, restart ... Nuovo sistema, nuovi programmi, vecchio stile. Se stai leggendo devi sapere che una cosa che non ho recuperato è la mailinglist della newsletter. Quindi se vuoi continuare a ricevere info mandami nuovamente la tua mail, il mio indirizzo lo sai, florindo@flozstationit.it
E si, ci sono ancora, non mi fermo, non mi posso fermare. Alzo il passo accorcio il tempo. Tutto quello che è passato in questi giorni ormai è passato.
Sono la mia ancora di salvezza.

03/05/2018 TRAP PITARA E facciamoci questa foto finta ieri ho fatto la tinta io bevo una pinta la mamma dei cretini è sempre incinta
E facciamoci di tutto prenotiamo se no facciamo brutto al primo sole vedi che mi butto.
Ma la vita è avanti e indietro poi sclero e sparlo come Di Pietro
Non sei Miss Sarajevo.
La colla in mano saluta piano facciamo finta che non ci vediamo poi chiacchieriamo e ci tagliamo la vita sta davanti al dorso della mano io mi allontano tu guardi dall'alto come il mare da Positano può sembrare strano ma ho dormito al SanPietrodiPositano.
La luce blu puntata in faccia, senza divisa ma con il cellulare
se torno a scuola insegnami a chattare o a registrare una nota vocale
giro la ruota e compro una vocale vado avanti che non ho la soluzione.

15/04/2018 DALLA MACCHINA AL LAVORO Quasi ogni mattina lascio la macchina in una zona della città a metà strada dalla scuola che frequenta mia figlia e l'ufficio dove lavoro ...
Bisogna prestare attenzione già uscendo dall'abitacolo, i marciapiedi sono disseminati di escrementi maleodoranti di cani non raccolti dai propri padroni, alla catena!
L'atmosfera è malsana, innumerevoli mosche svolazzano, le aiuole sono infestate da erbacce e i pochi alberi presenti crescono incolti incombendo sui marciapiedi come giardini verticali, ma decadenti.
Agli angoli delle strade dove sono parcheggiati i cassonetti è un prolificare d'immondizia sparsa e vario materiale di risulta (di ogni genere) materassi, pezzi di vecchi mobili, sanitari in disuso, bustoni con calcinacci (tutti elementi che andrebbero conferiti in discarica previa autorizzazione).
Pur notando appesi ai balconi diverse divise dell'azienda locale per la nettezza urbana e tantissime di una cooperativa sociale la situazione del decoro urbano è tragica. Oltre agli escrementi già menzionati, tutta la strada, qualunque variante io prenda la mattina, è caratterizzata da pattume variopinto, buste di plastica alle volte piene, involucri traslucenti di patatine, biscotti, pacchetti di sigarette accartocciati, materiale organico caduto da chi sa dove ... Per oltre una settimana sul limitar di una saracinesca è rimasto adagiato il cadavere di una rondine. Il parcheggio è selvaggio, non esistono incroci non presidiati da autovetture in zona rimozione, oltre che da sentinelle H24 che presidiano la loro zona, il fruttivendolo all'angolo occupa il marciapiede abusivamente urla, fingendosi pazzo e si lamenta delle tasse mentre intorno a lui nel raggio di 200 mt ci sono almeno altre tre bancarelle e camioncini che vendono gli stessi prodotti senza nessuna autorizzazione. I temporary store stagionali non mancano, il periodo dei fuochi d'artificio, i fiori a San Valentino le mimose alla festa della donna, le rose a quella della mamma, i carciofi, le fragole buone ora inizia la stagione delle cozze sui tavolini di plastica, si sgrammella si butta l'acqua sulla strada, tra una merda e l'altra, e si alimenta lo svolazzar di mosche.
Il tempo libero, infinito per alcuni, davanti a due o tre circoli culturali in cui su tutto vince l'aroma di birra locale in vetro vuoto a rendere e il tappeto di cicche.
Qualche volenteroso ramazza davanti la sua attività spostando il pattume sotto il marciapiede che non nasconde o più in là ... Ma è un'attività poco intelligente.
Qualche rigattiere che usa la strada come officina, quello che vende biciclette usate, e che crede che quattro stampini, una mano di pennello e alcune decorazioni con l'uniposca possano trasformare un catorcio in chi sa quale gioiello.
Per strada facce storte, gente che sembra disperata, sempre con il biglietto in mano, un tipo che parla da solo, ma non ragiona ... Si lamenta! Un esercito di passeggini pimpati con il cartone, ricercano l'oro nel pattume, aprono buste, raccolgono cianfrusaglie metalliche.
Ragazzi di colore con i borsoni o con il cappello in mano che si allontanano da questo manicomio, quello che porta la bombola del gas in bicicletta, gli scooter senza targa e senza regole, le donne che gridano, quello che fa l'estrazione del lotto ambulante, una tossica dai capelli come spire in cui si soffoca, sarà per quello che sputa continuamente, gli apecar con carichi ecoinsostenibili, la casa famiglia, il biliardo, la vaiassa al tabacchino, i negozi dei cinesi che chudono e come se non bastasse tutto questo, Barbara D'Urso!!

25/03/2018 IL SANTO GIOVEDI'L'avvicinarsi del giovedìsanto, ormai da qualche anno m'impone un attimo di seria riflessione, uscire la testa dal mio mondo, lasciare per terra tutte le buste di sabbia che mi porto dietro puntare la sveglia alle 03:33 ...
Sul ponte tornavano a casa tante persone alcune a piedi, altre in bicicletta ... Qualcun'altro in macchina, in sette, in una sola macchina emanuelenricovalentinandreateclafrancescaluca.
Qualche anno dopo abbiamo visto gli attentati terroristici di Cannes o del mercatino di Natale di Berlino ma noi siamo sotto pasqua e la dinamica potrebbe, comunque, essere analoga.
Nessuna guerra santa, nessun sacrificio per guadagnarsi il paradiso, ma solo esseri umani stupidi, vigliacchi e il perdono che cammina a piedi scalzi sull'asfalto, silenzioso, come la morte, vestita di nero, nessuna strage.
Quattro cerchi a motore contro due cerchi a pedali mossi dal cuore, sette contro uno ... Quante promesse ho fatto, quante speranze si sono infrante quante vite si sono spezzate ed hanno preso una direzione diversa da quella che doveva essere o forse era proprio questo quello che doveva essere ed ogni volta quando leggo i vostri nomi incisi sulle pareti scrostate o chiudo gli occhi e vedo le ombre dei vostri volti per un attimo, solo per un attimo mi rallegro e sono contento di non avervi mai conosciuto ... Senza peso ... Nell'atmosfera ... La vita non è uno scherzo e il male è un ghigno dietro un sorriso.

11/03/2018 IRA_B Ogni volta che passo sotto la tangenziale entro in un mondo che va avanti alla velocità della luce ma che per me è rimasto ad un quarto di secolo fa.
Senza tempo dal carcere alla città vecchia in linea retta, a piedi sopra o sotto la stazione, gli odori degli shop etnici, gli store cinesi ancora lontanissimi, la chiesa con il tetto verde e le tette delle studentesse al balcone di fronte.
I viveri che finivano subito e le serate infinite, lo studio dopo, i soldi vanno via in fretta.
Sotto la pioggia in cerca del fumo e poi tornavamo a casa con il quadro a specchio della birreria ... poi il vomito.
La calca per entrare a lezione in una chiesa sconsacrata e le bionde tutte in tiro, invece io avevo le amicizie peggiori, quelli che si addormentavano a lezione che non avevano il pigiama e che puzzavano di tabacco, i cani ancora non si usavano.
Però le bionde le invidiavo che abitavano in centro e venivano a lezione in macchina, io la settimana corta e lo sbattimento del fuorisede.
Oggi sono passato sotto quei bastioni l'odore del mare ero lo stesso, ma lo skyline dentro di me è cambiato.
Non invidio più nessuno, la calca mi spaventava e l'ho lasciata agli altri dieci, cinque ... Last night a DeeJay save my life!
In lontananza una ruota panoramica che gira, ondeggia al vento ma io ho ancora paura di tante cose.

04/03/2018 MATITA E FOGLIO Al seggio malgrado l'ora controra c'era la fila ... Check one two Camera dei Deputati e Senato della Repubblica.
I finanzieri che regolano la fila, ma non danno nessuna ricevuta.
Voto sempre nella stessa aula, la prima entrando sulla sinistra, davanti al cesso.
In fondo la segreteria dall'altra parte la palestra poi le scale che portano al primo piano.
La scuola ha cambiato nome e non credo ci sia più l'alloggio del custode e della sua famiglia, ricavato in due o tre aule.
La scuola è sempre la stessa.
Si vota sempre per gli stessi e non ci sono buoni o cattivi, hanno tutti la stessa classe di ferro di cavallo.
Io voto quelli che mi ricordo, amici di tre anni dentro la media, Pagano, Mele, Leoni, Stellato poi tutti gli altri, in giro in bicicletta, le trasmissioni in filodiffusione dal gabinetto, la radio a casa di Antonello, le partite la domenica pomeriggio, proprio come questa, il gruppetto musicale, le feste.
La pasta col burro a casa di Christian il sabato notte, ma che cazzo proprio quando non trasmettono il film e mo' Giancarlo sta sacrificando la figlia al suo elettorato che non esiste più, proprio quando non lo votano più.
Ha finit, l'Amerik!!
Ma noi siamo ancora qui, in navigazione, matita e foglio, qualcuno tra la tempesta, qualcun'altro al sicuro ai tropici ...
Siamo ancora qui a tirarci fortissimo il cassino, Wild Boys e te ne vai con la polvere bianca a casa pensando alla Fiore o al Quant'è brutto!! Check one two.



18/02/2018 LUCI
La differenza? A me non piace stare in mezzo alla gente vestito per la festa, chiamare per prenotare e restare seduto più di due ore mentre la pasta cruda cuoce in un forno a legna, bevendo birra dalle tre/quarti. Beccata ti ho vista!
A me piace entrare nei posti scuri, fare due passi e restare sotto le luci, se mi siedo va bene altrimenti sto in piedi Avete prenotato? E' inutile che chiedi.
Corro lungo la schiena, ti spezzo il fiato in gola sgasato senza cocacola.
La differenza? Sospetto, non ti aspetto scrivo in rima ma fino ad un certo punto, poi metto il punto, non mi dilungo.
Quanto fai al chilometro? Non lo so, ma vado sempre meglio, non mi fermo cammino puntando la cima ma sono su una parete a strapiombo da qualche anno, ci sono aggrappato, striscio lentamente ma sono sempre alla stessa quota insicura. Non lascio la presa, ma sono stanco.
La differenza? E' uguale a zero, perchè credi di star meglio tu e allora non posso dirti più niente, mi stendo, ritorno e alla fine tutto quello che hai detto lo svendo.



28/01/2018 SALTO Al momento sono sospeso con le ossa rotte dal troppo riposo, dietro un mondo blu che non posso mettere a fuoco, che non posso neanche vedere ...con la temperatura a 40°C e un sentore di tachipirina, sudori freddi e asciugamani stesi per terra.



21/01/2018 SFUMATURE L'importanza di scrivere, di mettere nero su bianco le diverse sfumature dell'anima ... Non sono colori predefiniti, tempo fra parentesi, oggetti sparsi sul pavimento.
Ascolto le voci che si rincorrono e mi passano attraverso, sono fantasmi da lasciare liberi.
L'importanza dei pensieri che si solidificano in inchiostro, del grigio che da un upload all'altro diventa bianco e il peso delle parole che non riesco a racchiudere dentro una cella layout, carattere, dimensione, uno spirito che prende fuoco e poi devo buttar giù, tutto d'un fiato come i quindici anni passati, vissuti online come un iceberg alla deriva ma sempre lontano dalle rotte turistiche.